un dadino d'argento e una pallina nera

canta che ti passa come quando fuori piove e la gatta lascia zampini 'chè i denti e il pane sì... ma chi si contenta di una pizzetta gode?

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giovedì, 28 aprile 2005

nientesimo di secondo

se solo esistesse

Postato da: sisca a 22:08 | link | commenti (13) |

mercoledì, 20 aprile 2005

Il re della foresta di peluche (nessuno è perfetto)

Ho sempre creduto che Michele fosse un guerriero. Un bel maschio grosso, roscio dallo sguardo superbo. Lui a casa ci stava poco, lui girava. Andava. Nessuno ha mai capito dove. Poi tornava dormiva un po’ e appena calavano le tenebre sfiuz, sciack, grunf, graf, rog, spatz.. la lotta.
 Io Michele lo sentivo urlare di notte.
Ho sempre creduto fosse  il vincitore. La mattina quando uscivo di casa e lo incontravo, fiero spelacchiato e pieno di graffi ci scambiavamo sguardi d’intesa. “nottataccia eh? bravo michè, guerrierodezzia”. Lui annuiva e a muso alto sfilava per il viale, sfoggio delle ferite di guerra. La sera quando rientravo lui sovrastava il cancello, essì che mi sembrava il re di tutto.
Ho sempre creduto Michele fosse pieno di femmine. Che tutte quelle lotte notturne valessero un amore. Via tutti i pretendenti, il mio Michele dominus e amante infallibile. Immaginavo pargoli sparsi per il mondo. Quando vedevo una mini palla di pelo roscio per strada pensavo sempre fosse parente.
Ma adesso l’ho visto Michele mio, lui scappa lui frigna, lui è solo un gran paraculo. Lui non vuole rogne, non c’è perchè si nasconde dai nemici, i graffi se li fa con le rose del giardino, le femmine lo annoiano, piscia, cade e sta in poltrona. Michele, ho scoperto, mangia pure i croccantini.

Postato da: sisca a 23:42 | link | commenti (3) |

lunedì, 18 aprile 2005

cos'è una sfida?

vorrei informare chi dillassù competente che oggi è   d i c i o t t o  a p r i l e , du iu rimemba? aprile, sai quel mese che viene dopo di marzo che portò un numero tipo ventuno che dicesi inizio stagione primaverile? du iu rilli rimembe? vabbeh te lo ricordo io, 'chè tanto a me non mi ci freghi sa! io il maglione di lana non me lo metto capito!? tiè mi sono comprata una stecca di klinex, dieci confezioni di aspirine, una vagonata di arance,  ma il maglione di lana non me lo metto.. e domani vado in giro con le ciabattine. voglio proprio vedere.

tiè

Postato da: sisca a 21:17 | link | commenti (7) |

lunedì, 04 aprile 2005

sono in ingognito incognitissimo (shhhhhh)

capo:  sisca, sono tuoi questi appunti? erano sul tavolo dillà..

io:  manoooo, dai non lo vedi che questa è una scrittura da femmina femmina?

Postato da: sisca a 21:47 | link | commenti (10) |

martedì, 29 marzo 2005

evvabbeh uno ci prova (però pure voi eh!)


primavera: gli uccelli cinguettano,  i pollini aleggiano, gli ormoni vagheggiano, i musici solfeggiano, gli orologi ticcheggiano, i mariuoli taccheggiano, i parchi parcheggiano.  aiuto aiuto it's time to move your bottom. e come tutte le primavere scatta la modalità AI EM E SPORTI GHERL! ies ai em.. dopo lavoro, passo in palestra e mi iscrivo sì sì … e così fece la neo assunta precarissima come un vaso di primule a sbalzo sul balcone del decimo piano dirimpetto alla tangenziale. trallallero, " si io ora vado mi iscrivo poi tutte le sere tricche e tracche pesi, ‘ddominali pump spimp full mini jog gag gugh ... GULP e visto che ora sono grande vado in una palestra dei grandi fighetti mica ancora in quella palestraccia sfigata tiè...
entro che già sembra un supermercato con gli sportelli elettronici a comando.. un buffet all’ingresso.. tutta gente in sta tiro, mamma fighiiiiiiiiiiiiiiiii.. io pure figa sarò yeah! Tutti carini mi accolgono con un sorriso circumnavigante hip-hop-talami and  much more, subito mi sequestrano numero di telefono, nome cognome…
“mah, mah, io volevo solo..”
“si si non preoccuparti è la prassi”
“volevo solo avere qualche informa..”
“ti chiamerà un consulente”
“ecco io preferirei parlarci di perso..”
dlin dlon : “ R. in reception”
ecco la mia tutor yeah, lei mi guiderà in questo anello del paradiso del benessere..
che carina.. come mi tratta bene, che sorriso, che gnocca, che ahhhh, guarda, si interessa di me, mi chiede che faccio nella vita, dove lavoro, dove abito, tante mille cose.. io incantata già mi sento la sua migliore amica, zompetto, scodinzolo, le faccio le mie confidenze sportive: “in realtà credo che sarebbe più adatto per la mia schiena fare nuoto, ho appena finito una cura di antinfiammatori bla bla bla.. ma sai mi annoio a nuotare e poi qui è tutto così bello :D (mi stavo trasfigurando in gigi la trottola inebetito da un paio di mutandine bianche)
“no ma che scherzi.. nuoto non serve, naaaa poi se hai fatto sempre sport, assolutamente devi riprendere, sai il nuoto lo dicono i medici solo per scaricarti, in realtà devi fare palestra.. no  no nuoto naaaa”
“dai ti faccio fare un giro”.. “i nostri macchinari come puoi vedere sono avanzatissimi, le nostre sale.. i nostri istruttori..”
io ormai bavavo di bave ignobili.. ad ogni cosa lei dicesse io rispondevo “figoooo”
sono riuscita a dire “figooooooo” pure per il banalissimo funzionamento degli armadietti!
Vabbeh va avanti così per un po’..
avendomi intortata per bene adesso si viene al dunque.. R. prende foglietti colorati, penne e moduli e comincia:
“con questa iscrizione potrai accedere al servizio noleggio qua noleggio là, il bar è gratuito, ti diamo, la borsa, l’asciugamano e le cuffiette!”
io: “ohhhhhhhhhhhhhh ma che cariniiiiiiiiiiiiiiiii!”
“potrai andare in qualsiasi nostro club  in italia e in europa”
“club?” [pensiero: uau farò parte di un club!]
“ la quota di iscrizione è quindi, per questo programma che secondo me è quello più adatto alle tue esigenze[ vedi, ha già capito le mie esigenze] di xxx euro.. più xx di amministrative, [non sono proprio queste le mie esigenze] allora poi il mensile è di xx euro che non si pagano qui in contanti ma attraverso il RID [io il rid non so manco che rob’è], sono obbligatori almeno 12 mesi, se vuoi puoi pagare tutto in anticipo, oppure…”[mi stai sui coglioni strega!]
sglink sglink….. inizio a produrre saliva ingestibile dal mio esofago, mando giù lagrime e cerco di matenere un espressione convinta..
sudori ah infami sudori!
lei continua a sparare cifre che si confondono nelle mie nebulose mentali, scompongo i numeri, faccio divisioni, proporzioni…
niente da fare .. sorrido, lei sorride, io sorrido dappiù, lei mi offre una penna..
“emh senti, ripasso domani che ci penso un attimo”
“guarda oggi scade l’offerta”
[emmenefotto della tua offerta del cazzo, solo l’offerta è più cara de ‘n mese d’affitto.. oh tu traditrice.. oh tu impeccabile seduttrice.. oh tu… ecco tu,  io no]
scappo, gli sportelletti elettronici non mi si aprono, mi ci infilo in mezzo e vado via strusciado le mie orecchie al suolo
direzione: mia vecchia puzzosisimma palestretta rrugginita.

Postato da: sisca a 23:00 | link | commenti (7) |

martedì, 22 marzo 2005

giuro non lo faccio più (mandò vai se la banana nunn ce l'hai?)

le riunioni io non le ho mai capite.. insomma su due ore di seduta è grazia celeste che per mezza metà di secondo si dica qualcosa di produttivo.. evvabbeh è sempre così e uno ci sta.. però dico io se già così con le mille mila ore di simbiotica simbiosissima simbiosi col piccì stiamo indietro che neanche un miracolo ci farà chiudere in tempo.. dico io.. insomma mo arrivi oh tu capo con la tua pellaccia bbronzata di settimana bianca a decidi di fare riunione... effacciamostariunione.. ma ti pare? adamo la costola eva la mela il serpente l'arca di noè mamma papera davanti e dietro tutti quanti berlusconi bush il papa le mele le pere e le zucchine .. mi allontano già febbricitante a leggere sul pc l'ora dell'ulimo salvataggio.. torno dillà più nera del capo.. e .
"vabbeh io vado a lavorà, queste son chiacchere inutili, adesso nn me pare 'l caso de parlà dei massimi sistemi bla bla bla"
spocchiosa mi alzo
il capo di suo mi tira per un braccio e mi rimette a sedere affianco a lui.. 
ecco fatto ghgh oh mia misera ribellione sopraffatta o mia cara pasquetta abortita o mia boccaccia mbecille e statte zitta no?
o mio posticino di lavoro  emh ma non te la sarai mica presa oh capo mio bello e colorato emh vabbeh io in realtà volevo dire che era tutto così giusto e intelligente e indispensabile oh capo è solo che mi sono sbagliata a coordinare le letterine nella bocca ecco, da oggi giuro che alle riunioni sarò sempre lì vicina vicina attè ecco e lavorerò la notte pirricuperà lo juro capo mio lo jurooooooo

 

Postato da: sisca a 22:07 | link | commenti (6) |

lunedì, 07 marzo 2005

santocielo il back up!

Si può perdere il lavoro di mesi puf un bel lunedì mattina a pochi giorni dalla consegna? Dico io massippuò?
Risposta: sì, si può.
Arrivo, accendo il pc, apro il file del giorno (che non per fare la secchiona, accuratamente salvato in due copie), comincio, tricche tracche. Provo a mettere un po’ di musica.. curioso.. non apre la cartella.. mi rivolgo interrogativa ad un collega: “D. ma tu lo vedi il server?”
“no!”
“oh oh”
“uh uh”
“ecchesuccede?”
“ecchillosà?”
“trallallero”
“trallallà?”
ancora eravamo solo lui ed io a studio, ci guardiamo perlessi, perplimendoci chiamiamo il tecnico.
Arrivano gli altri: “regà oggi nn si lavora il server è fuso”
Chiedo: “beh c’è sicuro una copia di back up no?”
“emh”
emh?”
“no!”
qua, dico io, il mondo è sbalconato, si può non fare un back up in una roba seria così?
Ho visto volti trasfigurarsi, ascelle grondare, scansafatiche gongolare, io di mio riuscivo a trapassare il case del pc  con la testa intera e fare cucù cucù dall’altro lato. Le budella dei computer certo sono belle, ci viene fuori bene un gioco stile sims, monopoli e giù di lì.  Le mie visioni diventavano sempre più vivide: comparivano sacchi a pelo e colombe pasquali tra una tastiera e una stampante, abbonamenti alla lavazza  e flebo di antidepressivi. Evviva i file temp. Si inizia a ritrovare qualcosa. Evviva il tecnico che, seppur fastidioso come un pelo incarnito, alla fin fine ha riesumato il defunto. E qualcosa si recupera và.
Maddico io il back up? Il b e c c h a p p c a z z o!
Vabbeh salutiamo in coro, oscilliamo la manina: ciao ciao sabati, ciao ciao domeniche, ciao ciao equilibrio psicosomatico..
Bacio di saudade il cuscino stasera.
-
treno al ritorno
si siede sul sedile al mio fianco un tipo lunghissimo. Batte quel piede lunghissimo sul pavimento tum tum che me lo sento sugli alluci. gesticola le mani che me le sento nelle narici e nello stomaco. Una erre moscia arrotolata all’epiglottide che spara cazzate. Pavoneggiando la sua medesima persona improbabilmente cosciente del significato delle parole fuoriuscenti. Arriva una giovine donzella dritta dritta dall’ottocento e mi si mette di fronte. Fermati. Calmati. Credo stia muovendo mille mila muscoli in un secondo. E oh, ommioddio è un tripudio di rosa. Terribilmente rosa. Qualsiasi cosa rosa. Anche il suo profumo che mi castiga i succhi gastrici sicuramente è rosa, anche quello.
E io oggi ho una maglia rosa e nn vedo l’ora di frullarmela via.

 

Postato da: sisca a 22:11 | link | commenti (2) |

domenica, 20 febbraio 2005

è una tigre obesa

io spero solo che mo nn si metta a dieta. magna bella magna.

Postato da: sisca a 18:29 | link | commenti (3) |

lunedì, 14 febbraio 2005

non dire gatto se non ce l'hai nel sacco 

sì 'chè bisogna mantenere la calma, anzi mostrarsi fastisiosamente indifferenti, far finta di niente finchè tutto non è perfettamente conformato nella sua interezza. il disegno divino. ahh che appena accenni un sorriso manco un micetto ce finisce nel sacco. e gatto io me lo sò tenuta, so tre giorni che evito di pronunciare la sequenza gi-a-ti-ti-o, ma mo tiè: g a t t o g a t t o g a t t o g a t t o g a t t o g a t t o g a t t o .. quasi un felino ferocissimo direi. ahhhhh ale oh oh

oh

Postato da: sisca a 22:00 | link | commenti (3) |

martedì, 08 febbraio 2005

Al proporsi dell’evento buffet si palesa la vera natura dell’uomo (l’appetente architetto)

Ci son di questi episodi “mondani”. Chi di ruolo è bene che ci vada. Bisogna tenersi aggiornati sulle movide professionali. E quindi si sta, seduti composti sulle seggie rigide, a sentir parlare sindaco, assessori, presidenti dell’ordine e giurati. Sorriso tirato, sguardo attento, movimenti radar di intercettazione del potenziale aggancio succulento. Premiazione, applausi, complimenti, ci si dimena zigzag  tra le telecamere e le strette di mano di pezzi grossi per andare ad ammirare il progetto vincitore, curiosare nel modello, toccare anche se si può.. è una folla di chiacchere e commenti .. m  a   t u t t ‘ u n   t r a t t o … puf : Il deserto, tutti quegli esseri impettiti si dileguano. Dove vanno di grazia?
Si infilano dentro un’apertura della sala centrale. Non ci sono più sguardi seriosi, l’impettimento lascia il posto a spanzamenti, vociare sboccato, spintoni vaganti e mani unte. Un trenino di corpi sovrapposti, brividi da equilibristi che dominano la statica di piattini di carta strabordanti di pietanze. Bicchieri grondanti si sbattono contro schiene, nasi, pilastri. Un assalto, aiuto, tenti di afferrare anche tu un piattino.. oh guarda, la signora della fila davanti è alla tua sinistra, ora che c’è lei sicuramente riuscirai ad accaparrarti qualcosa. Quella sì sembrava donna borghese, pintata  aveva l’aria da statua, si volta che sembra ora una bestia immonda, le guance sono deformate in bozzi puntuti, la bocca si apre e si chiude come un fine ingranaggio. Le sue mani sono colme, ha sicuro un passato da giocoliere. Le speranze si affievoliscono. […] mandi giù uno stuzzichino, ti volti, il tavolo ormai offre solo briciole e tovaglioli usati. Torni nell’altra sala, i tondi architetti ormai sazi avanzano l’idea di un caffè e si congedano così: “ vabbeh i disegni li vedemo n’antra vorta!”

 

Postato da: sisca a 14:05 | link | commenti (2) |

giovedì, 03 febbraio 2005

 la pedana girevole del 40 e in genere di tutti gli autobus lunghi

ci si sta come un criceto sulla ruota.

Postato da: sisca a 20:29 | link | commenti (19) |

martedì, 01 febbraio 2005

money: search file.. file not found

 vabbeh, si dice che il lavoro è una cosa talmente brutta che per farla ti devono pagare. vabbeh ci sto. forse sta lì il segreto.. forse se è bello non ti pagano, forse più è bello più gli si accorciano i braccini.. forse domani dovrei esordire un po' imbronciata, alzare il sopracciglio e guardare schifata qualche disegnetto. forse dovrei intercalare i miei discorsi buttandoci dentro "brutto", "bleah", "uff", "sbaf", tricchettracche", forse, ma anche no. eppoi dicevano pure "il lavoro nobilita".. io stò a diventà barbùn.. bah io mica mi ci capisco bene qui dentro. money: search file..file not found. 

please try again.

Postato da: sisca a 22:06 | link | commenti (1) |

martedì, 25 gennaio 2005

 Tempo irrelativo  sono ore che pendolo ma con moto non armonico

Ha suonato il cannone, che il cannone poi mica suona, esplode. Ecco ha sparato il cannone. Il che mi lascia presumere che sia mezzogiorno. Questi metodi agresti di capire l’ora mi mandano in sollucchero, come quando fisso un’ombra appesa a un palo e mi convinco di gestire punti cardinali e sottomultipli. Fatto sta che sento lo sparo del cannone e decido di prenderlo come segno fatale, spengo tutto, mi giro una sigaretta, incastro le cuffiette dentro le orecchie, vorrei salutare il mio improbabile futuro capo ma si è dissolto nell’aere, al che mi chiudo la porta dietro e vado via.
C’è solo un motivo valido per gettare via la sigaretta prima di terminarla – ancor più di questi tempi è da assaporare fino al filtro – ed è quando il sacrosanto fato decide di far passare proprio il tuo autobus in quell’istante. Io ce le accendo di proposito le sigarette alla fermata – e tanti lo fanno sotto sotto per lo stesso motivo – ‘ché c’è buona probabilità che appena accesa, l’autobus si decide a passare. È un tram oggi ma fa lo stesso. Lo vedo lì bello spalancato ad aspettarmi, sicché getto via la sigaretta rollata con tanta cura e faccio un triplice salto mortale per ficcarmici dentro. Mi siedo, attendo, mi alzo, attendo. Mi risiedo, mi rialzo e il conducente fa una smorfia alza le braccia e va via. Capisco che quel mezzo resterà lì fermo ad intralciare le rotte isteriche dei romani a tempo indeterminato. Io che invece devo determinarmi scendo, lancio uno sguardo malinconico al mio sopito mozzicone che giace al bordo della banchina e mi incammino. Vado a piedi, faccio prima. Arrivo al capolinea del tram, e quello ancora sta laggiù. Toh passa un autobus. C’è un bordello infernale e tutti si incrociano rischiando lo scontro. Quest’autobus non va dove devo andare io ma perlomeno mi avvicino, penso. Salgo, mi siedo e sta volta il mezzo va. I miei compagni occasionali di viaggio guardano fuori perplessi, mormorano accigliati ma io ho la musica nelle orecchie e gli occhiali sono troppo appannati per leggere il labiale. Succede che c’è la manifestazione oggi e tutti si barcamenano a cambiare percorso, e, sorpresa, il trasporto pubblico in toto si dirotta su via Cavour. Che culo, mi dico, mi dice bene via Cavour, meglio sì sì. Le testoline spettinate scendono rabbiose e l’autobus si svuota, tzè resto io il conducente  e qualc’altro bene o male capitato. Minchia, sembra la sfilata dell’atac, ci sono tutte le linee su via Cavour. Tutte lucide di pioggia, allineate e immobili che neanche se iddio soffiasse si sposterebbero di un metro. Vabbeh, pigio il prenota-fermate e scendo. Malsana idea salire su quel bus. Io avanzo, lui mi sorpassa, poi io riprendo la pole position e così via fin quando lui si intoppa definitivamente di fronte a una macchina trasversale; io, sorriso di vittoria, varco la soglia scorrevole della stazione dei treni e oblitero finalmente il mio biglietto al binario diciannove. È l’una e zero sei, mi accomodo sulla poltrona blu vecchio modello. Sfilo il giaccone, appendo l’ombrello, apro il libro. Tlin tlon: “treno diretto A.L. viaggerà con circa dieci minuti di ritardo causa guasto tecnico”. Evvabbeh, dieci minuti che vuoi che siano. Tlin tlon: “treno diretto A.L. viaggerà con circa venti minuti di ritardo causa guasto tecnico”.
Ecco appunto. Ripongo il libro, rimetto il giaccone, riagguanto l’ombrello, scendo. Corro al binario sedici che da lì parte un altro treno che ci passa per sto buco di mondo dove devo finire io. Zompete. Poltrona blu nuovo modello: molto più scomoda.
Parte.
Ah mi accoccolo a leggere di tubi e cioccolata bianca. ‘Ché fin quando fa il suo dovere il treno io lo adoro; la pioggia mi riga il finestrino, le parole dei vicini si mescolano a suonare con lo sferragliare delle ruote un sottofondo soporifero, la posizione comoda si trova anche su questi sedili di plastica miseri.

Infilo le chiavi nella toppa del portone, si scopre l’orologio: le due.
Beh mica male. Se quel botto di cannone si è prodotto alle dodici sul serio, vuol dire che ci ho messo due ore a tornare a casa.
Due ore come quelle per arrivare a londra, come quelle per arrivare a madrid o non so dove. Come tante altre due ore. Io invece mi sono spostata di appena venti chilometri, col sapore di neve nell’aria, mi sto ferma o mi muovo di poco.
Pendolo.

Postato da: sisca a 23:24 | link | commenti (4) |

venerdì, 21 gennaio 2005

sante parole

"cantando la vida, mira se lleva mejor " amparanoia

il problema è essere stonati. a cantà io canto uguale però..

Postato da: sisca a 16:17 | link | commenti (3) |

venerdì, 14 gennaio 2005

 grandi soddisfazioni  [segue da "piccoli passi avanti"]

ha risposto l'omino T******. dopo quaranta minuti e un orecchio fritto. mi dispiace "signora" ma questi sono inconvenienti che al momento non siamo in grado di risolvere. dovrebbe parlare col settore commerciale, conosce il numero?.. ah no, le date non le sappiamo. prima o poi arriverà la copertura, ma la data adesso, ecco, no.. beh dovrebbe comprare ulteriori apparecchi, forse quello che le abbiamo inviato è rotto..sì certo, buona giornata "signora".

morale della favola: io ti odio, ti odio, ti odio.

Postato da: sisca a 10:51 | link | commenti (7) |

piccoli passi avanti  [segue da "io ti odio"]

 ci scusiamo per l'attesa. la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita. musica lounge della T***** radio. altri dieci minuti e: ci scusiamo per l'attesa. la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita. musica lounge della T***** radio. altri dieci minuti e: ci scusiamo per l'attesa. la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita. musica lounge della T***** radio. altri dieci minuti e:ci scusiamo per l'attesa. la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita. musica lounge della T***** radio. altri dieci minuti e:ci scusiamo per l'attesa. la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita. musica lounge della T***** radio. altri dieci minuti e:

devono forse fare il test di resistenza dei clienti. ma io non attacco tiè.  mi si staccasse l'orecchio piuttosto. (cazzo questo forse non lo dovevo dire visto che cmq no n sopporterò a lungo la vocina..)

[segue]

Postato da: sisca a 10:36 | link | commenti |

giovedì, 13 gennaio 2005

io ti odio

la voce sicura, accomodante, convinta di una dizione perfetta. il timbro metallico. mi irriti e non ho alcun potere contro di te. qualsiasi cosa io provi a fare per distruggerti, mi si ritorce inevitabilmente contro. parli e non mi ascolti, portei lasciare il telefono in viva voce andare e tornare e tu saresti ancora lì a scarrellare impassibile le innumerevoli opzioni per arrivare, arrivare dove? all'ennesima umiliazione. io al solito infervorata di rabbia alla cornetta cerco di interpretare le tue innumeri formulette prefabbricate, e scelgo. scegliere, scegliere, pim devo essere  rapida nella scelta altrimenti ripeti la stessa domanda fino a sfinirmi. io impotente già sento il peso dell'ennesima sconfitta e pigio i pulsantini, pigio sperando di arrivare. ma non arrivo. durano ore le telefonate con te. ore. e sei sempre algida irrimediamilmente  f a s t i d i o s a . pigio l'ultimo tasto ormai con le lacrime agli occhi e tu, al solito,  m  i    f  o  t  t  i.

"spiacenti, al momento nessun operatore è disponibile. la preghiamo di attaccare e riprovare più tardi. grazie!"

io ti odio, ti odio, ti odio.

[segue]

Postato da: sisca a 19:03 | link | commenti (2) |

ogni giornata c'ha le sue conclusioni (però a volte il font ritorna)

vabbeh le curve di livello mi stanno sui coglioni e l'oroscopo s'è sbagliato di nuovo. tiè. 

Postato da: sisca a 00:06 | link | commenti |

sabato, 08 gennaio 2005

oddio ma non c'è più il mio font e ora che faccio scrivo in times? (questo non era il titolo del post ma è un problema serio)

ecco avrebbe dovuto chiamarsi balla con me bella balla (che poi se adesso l'ho scrittoalla fine ci si chiama uguale quindi punto)

ne approfitto 'chè sono di buon umore. non ho niente da scrivere ma voglio fissare sta spolverata di sorrisi e non mi capita spesso da un po' di tempo a sta parte. ma oggi sono di un umore che bacerei addirittura mia sorella. accidenti che sole splendido splendente. mi sò vegliata cantando e canto ancora, ma che te canti dico io? sempre disoccupata sei, sempre senza 'na casa, senza 'n centesimo manco fatto a mezzi. e fischiettando oggi blasfema me ne esco sussurrando "figo però nun lavorà!". pensa un po' basta ballà! e allora balliamo, se è la soluzione dei mali io ballo. certo la sciatica così non mi passa ma è uno contro mille. ballo oh bella la mia bionda sole e caffè. ecco addirittura tiziano ferro. ci sono delle cose che minchia sono più solide di tutte le previsioni che ti fai. e mi piace essere la prova contraria gio.

in sunto: Splendio splendente / costa poco e finalmente / io sorrido eternamente / amo un camice innocente / si avvicina sorridente / è padrone gia' si sente / perdo i sensi lentamente / come tra le braccia di un amante / splendido splendente / Sono splendida splendente / io mi amo finalmente / ho una pelle trasparente / come un uovo di serpente

Postato da: sisca a 14:20 | link | commenti (3) |

martedì, 28 dicembre 2004

me lo continuo a chiedere.. (ma'ndòsta?)

e continuo a rispondermi, a capillo!

Postato da: sisca a 14:23 | link | commenti (8) |

venerdì, 17 dicembre 2004

el tu credito esta al punto de agotarse

ormai mi sono affezionata anche alla vocina della vodafone, che giuro è antipatica antipatica, te se li magna li sordi e ricarichi, fai due chiamate, e già lei sta lì che ti ricorda soave che stai al punto de agotarte. ecco che me l'ha ridetto e sta volta è vero vero. sto agotandomi insomma. languda mi passo quest'ultimo pome all'uni, 'chè è venerdì di vicine feste, e si è svuotata, il bar vuoto e io mi stritolo il barista mio commossa. voglio bene a tutti sti giorni, ho abbracciato pure il prof  brutto cattivo e puzzone, ho baciato il due(g)no e la bego(g)na truffaldina.. al final tutti mi sembrano buoni. ho già spedito un pacco in italia, la valigia è mezza pronta, la mia stanza si svota pian piano di cose mie e si riempie dei fiati dei nuovi inquis. domani me ne vado a leòn e concludo i viaggetti, domenica di resaca dell'ultima sbronza e poi cercherò di chiudere in qualche modo la valigia e caricarla sull'autobus..  e roma sarà. puf .. finisce così insomma. torno a casa dalla mamma ahimè per di più in tempi natalizi che coinvolgono il parentato intero, cercherò di nuovo il mio posto..  ma'ndò sta? a capillo..

Postato da: sisca a 16:40 | link | commenti (2) |

copio e incollo un resoconto inviato ai più
 
24a. pais vasco: mi ricongiungo col pino e il raffy nella bilbao che sa di fumo e di frittonza, pensioncina ammodo, bella bilbao e il gugghy per lo meno è più piccolo di quanto pensassi. 'chè poi proprio davanti c'hanno piazzato due cuboni riflettosi che supercoattissimi scintillano dentro e fuori a ritmo house pesa. le donnine della biglietteria credo siano tipo usa e getta, le cambiano ogni sera dopo che la reazione epilettica data dalle lucine intermittenti dei cuboni le ha devastate.
ho scoperto che la santa di bilbao si chiama bego(g)na, sicchè sto nome che tanto mi arreca antipatia, ansia e sfiga, m'ha pervaso per l'intero soggiorno bilbaiolo.
a bilbao c'è un omino che sta tutti i giorni chiuso in un ascensore a fare i biglietti con la sua radiolina, la sua stecca di cigarillos e qualche dose di tortilla nelle sacche, sale e scende, sale e scende; c'è un tram strafigo che passa sul prato; ci sono gruppi di checche da pedinare la notte per farci condurre in locali gaii deludenti; c'è una scritta rossa enorme che augura buon anno nuovo in basco e che ha dato l'avvio alla follia di raffy ingarellato nell'apprendimento de sta lingua qua.
poi c'è stata pamplona insomma quella cittadella delle corse dei tori per le strade, che appunto c'ha solo quello.. ah no, c'è anche un edifico grigio grande grande che al piano terra ha i brise soleil di legno fichissimi e dato che semo architetti e se infilamo negli spazi più idioti per comprendere ..ccioè l'architettura, mi ci sono infilata io in mezzo a sti brise soleil, io col mio giaccone, verde, era.. marrone adesso, pochi passi più avanti e ben chiaro c'era il cartello "vernice fresca" e io c'ho il ricordino di pamplona.
sansebastian, sì che m'è piaciuta. finalmente il mare ahhh. superscarpinate e kursal chiuso, pioggia, raffy con l'influenza ma bella bella sanseba.. il porto, i monti, i vicoletti, vabbeh è un po' fighetta, ma il tama(g)no è quello giusto.
santander e poi si torna a casa. giusto una mezza giornata, il tempo per il passeo lungo il porto fino ad arrivare a una penisoletta che si chiama magdalena, come i dolci, tutto un po' commossone lì, ho visto pure le foche e i pinguini che mi sa che non li avevo mai visti io sti animali qua.
un autobus che mi riporta a valla. pipì in un autogrill. chiara e migu che mi aspettano sul divano.
24b galizia e capatina in portogallo: minchia sei donne in viaggio, rabbrividivo all'idea! ho temuto costantemente l'esplosione delle isterie femminili de sta squadra de calcetto ma deo gracias tutto bene. c'è sempre la riserva in tutte le migliori squadre, sicchè a me m'hanno messo in panchina e non m'hanno fatto mai guidà.. tzè non si sono fidate.. non capisco proprio bah .. io ho solo raccontato che appena presa la patente sono finita contro un muro, che ho avuto l'ansia paralizzante al volante per quattro anni, che ho ripreso la macchina da poco più di un anno e ho fatto un piccolo tamponamento.. non capisco perchè non si siano fidate..
in ordine: a coru(g)na dove i parcheggiatori non ti fanno pagare, dove parlano un po' portughengi, dove tutti sono buoni e simpatici, dove fanno il pulpo e io me lo sò magnato.
giriamo per la costa, finisterre, c'è un cimitero bellissimo, peccato che secondo me i morti non c'entrano.
santiago de compostela. ora, io mica ho capito bene la storia di questo giacomo. insomma c'era una fila interminabile che si rigirava e si contorceva come gli intestini di un gigante, io chiedevo ai pellegrini se mi raccontavano la storia di santiago, e gira che ti rigira nessuno sapeva farmi un racconto sensato, concludevano dicendo " beh, ecco è un po' oscura sta faccenda, magari compra un libro". e stanno lì a fare la fila dalle sei del mattino senza sapere neanche perchè.. bah per lo meno ho capito che la con conchiglietta santiago ci beveva l'acqua.
le frequenze della radio parlano di sette attentati in sette città spagnole, tra cui la mia valladolid, mentre mi prefiguro la mia stanzetta crollata al suolo mi ritrovo davanti un cartello con scritto "portogallo".
mica lo sapevo io che porto era così bella, accidenti, mica lo sapevo. quel fiume, quel ponte a due piani, le case ammassate dei pescatori, le crocchette di baccalà, gli azulejus, l'oceano di nuovo. le piscine di siza (vuote, perchè d'inverno sono vuote). l'ultimo tramonto a mollo. un ritorno interminabile a valla per scoprire che l'attentato era poco più di una miccetta in un bar chiuso con la pula che ha spento tutto con le pistole ad acqua!
e qui mi restano i giorni che si contano su una mano con la prolunga di un dito, faccio revisione, preparo la consegna, mangio le ultime tortillas, guardo valladolid imbellettata per il natale e cedo la stanza ai nuovi inquilini..
e mò?

Postato da: sisca a 16:21 | link | commenti |

lunedì, 22 novembre 2004

paris

a parigi ci sono sempre i tetti, c'e la gente che gira con quell'aria inevitabilmente parigina. c'e' freddo d'inverno ma meno che qui in spagna. c'e' la pioggia fastidiosa, quella che si puo' girare senza ombrello ma che intanto ti allaga le scarpe. parigi c'ha l'odore di parigi e la nebbia che nasconde la tour eiffel.. ci sono mostre che alla fine non fai in tempo a vedere. la notte che invece la vedi e ti piace. mangi indiano e libanese sospirando brie. rivedi i posti carichi di ricordi da lucidare gli occhi. una casetta al marais e tutto quel che ne consegue. si rincontrano amici e si parlano mille lingue che alla fine ti fa male il cervello. la sorellina bella e sempre uguale.

a parigi c'e' un treno che ti riporta a valladolid.

apro la valigia, carico una lavatrice, vado all'uni e intanto mi preparo il prossimo viaggio.

Postato da: sisca a 12:47 | link | commenti (8) |

lunedì, 15 novembre 2004

e' una depurazione forzata (ma fa bene)

essi' che qui da tempo non riapprodo. le connessioni son difficilissime e los ordenadores piu' lenti di un criceto indigesto di peperonata. e pensare che l'apertura del mio blogghe fu proprio in vista di questa dipartita lontana, scopo aggiornamenti iberici e invece da roma si scrive dippiu'..il tempo corre veloce e io se tanto devo correre corro sul fiume.. no, non come gesu' cristo, ci corro affianco e forresta gumpa scopre nel bucolico l'ottimismo che da il senso alla vita. oh gianni! troppi aggiornamenti dovei buttare, troppo timore di impallo pc, e la fila di studenti ispanici che soffiano fiati di frittata alle spalle. ero rimasta al cortamento di luce..beh ne son passate moltre altre..una coinquilina e' scappata di casa senza pagare.. gente estranea possiede chiavi e me la ritrovo la mattina in casa a tragugitare la mia agua caliente.. pericolo sfratto, superato.. il telefono..anche quello mi hanno tagliato, l'ultima bolletta del gas diceva che se non si pagava il 16 tagliavano anche quello.. ora, la bolletta era stra pesa e i vecchi inquilini ancora non pagano e boh forse domani faro' un falo' per riscaldarmi da questo frio che hace.. ma le cose difficili stuzzicano l'ingegno no? e ingegnosa mi faro'... i corsi dell'uni sono di quanto piu' noioso, in compenso il progetto che sto facendo e' cosi' assurdo che diverte i pensieri che si che si.. insomma quando mai mi ricapitera' di progettare mille e millle metri cubi al fianco di una cattedrale? ma qui pare che si faccia.. insomma le paranoie del rispetto, i timori della storia qui non hanno luogo: c'e' un buco? costruiscici no? e allora sto qui che tiro su due edifici alti 30 metri.. incosciente onipotenza? quando si sta lontani si scoprono tante cose, del mondo e di se.. e le persone quelle si scoprono ma non si capiscono.. cucinare e' facile e diverte l'animo, scrivere di carta anche, la lavadora, la limpieza e il mio cactus che piano piano cresce..

scopro che manca ben poco e ritornero' in patria.. per quanto? mi frammezzo la spagna con un briciolo parigino.. domani notte prendo un treno  e andro' ad arrotolare le erre per qualche giorno e mangiare brie..ah dolce attesa. ritrovero' una sorella a paris.. stringero' una fanciulla.. fara' freddo anche in francia.. in inverno fa sempre freddo?

Postato da: sisca a 16:05 | link | commenti (3) |

martedì, 19 ottobre 2004

me han cortado la luz

molto bene.. la sorpresa della mañana! uh uh la luce non c'e´piu´... le ambili inquiline precedenti non hanno pagato ben due bollette! ma che belu ma che belu! per fortuna che a quanto pare il mio piso e' un via vai di persone non meglio identificate che hanno le chiavi e tranque si buttano ora uno ora due ora mille e mille a dormire a CASA MIA a scrocco.. alche´la suerte .. echiamamola suetre.. ha voluto che stanotte ha dormito da noi sta tipa begoña che a quanto pare ha vissuto li' l'anno passato e stranita dal fatto che non poteva scroccarci un bagno caldo adesso sta cercando di risolvere sta situazione.. esto es el ritorno alle origini! sto a diventa`forte .. tra breve inizio a magna´colle mano e a anda´in giro tutta ignuda con un vestitino mini de pelle de toro..

Postato da: sisca a 15:04 | link | commenti (6) |

lunedì, 18 ottobre 2004

il primo giorno di scuola!

cominciano le lezioni qui a valladolid.. acc dalle 10 alle 20 e 30.. non c'e' male!

e la lavatrice chi la fa? e la spesa? sto imparando a cucinare e a rompere il cazzo ai miei coinquilini come una perfetta massaia meritevole di attestato UE.. mi crogiolo nella mia casetta nuova, la mia stanzetta di luce e mi cucio la tenda e mi invento uno stendino, compro un cactus per il mio tavolinetto e mi sento un fiore che piano piano sputa fuori parole spagnole senza neanche accorgersene!

ho passato il findesemana (o in gergo giovane "finde") a madrid.. bah non mi e' piaciuta.. sono andata carica delle brame che attanagliano tutti gli architetti e ahime' repressa dall'assenza totale di roba figa contemporanea..acc deposta la camera, mi sono buttata in modalita' sciolta a vagheggiare per le stradine, il parco e las tiendas, el mercado e giu di li'... ho un paio di scarpe da quindici euro, e una magliettina da tre.. e la noche la fiesta.. attufatissimi nelle strade..ho scoperto che: 1. e' inutile sperare ancora nella musica ballabile.. il ritmo latino ormai lo sto accettando. 2. madrid ha il cielo azzurro e si sta ancora in magliettina 3. la tortilla vera e' quella con l'uovo ancora un po' crudo e icaro la sa anche tirare acrobaticamente in aria e riacciuffarla compostissima 4. che l'olio di frittura gli spagnoli veri lo conservano in un poccetto e lo riusano mille e mille volte tanto che assume l'immago della tortilla ancor prima di incontrare le uova e le patate 5. che il caffe' o smetto di prenderlo o smetto di dire ..oddio che schifo ma che e' sta roba.. quello c'e' e quello me tocca da beve punto.. 6. che i miei capelli sono perfettamente integrati nell'ultimo grido ispanico 7. che si puo' fumare anche nei musei 8.che e' pieno di lelle 9. che e' pieno di lelle 10. che e' pieno di lelle

joder devo ritornare in classe urghz

esperando in un'improbabile futura connessine cricetata

Postato da: sisca a 16:16 | link | commenti (1) |

giovedì, 07 ottobre 2004

la suerte chiane chiane s'avvicina

[segue da: chi ben comincia]

beh chicchettoso questo studentato. troppo chicchettoso. io sono più da tugurio che da suite! beh però è centrale..beh però c'è la rete in camera..beh però..no nessun'altro però. occhei da domani si cerca casa.
stanza 206. click.. click? no cliccccck? la mia valigia non si apre, la combinazione è saltata..e moh?  niente non c'è verso ed è pure domenica e la città sta morta e gli uomini quando servono non ce stanno mai.. azz mai come adesso vorrei un bel macho in canotta e sporco de grasso che con un tocco  mi apra magicamente la valigia.
Tralascio vicende secondarie.. dormo ignuda e la manana mi rivesto come il giorno del viaggio (bleah.. penso di puzzare un poquito)
Ma il mattino ha l’oro in bocca e giro e giro per la città conoscendo ferramenta e baristi e alla fine un buon uomo calzolaio col suo fido cacciavite mi apre la valigia.
Ora si cerca casa.
Hola yo esto buscando un piso para compartir… miliardi di telefonate. Tante visite. Ma la casetta del mio corazon resta la prima che vedo. Ahhhhhh che bella che era. (sì perché la tipa che mi aveva assicurato “no problema no problema te la alquilo” invece mi fotte). Si gira per due giorni macinando chilometri e perdendo vertebre di calle in calle.
Di nuovo sera, io e C. di nuovo con una cerveca in mano esauste. E io c’ho la depre che m’attanaglia. Cazzo sta casa è difficilissima da trovare come si fa. Abbiamo praticamente chiamato per tutti gli annunci..
Drin drin: il mio celu squilla!
Hola soy Maite!  (ovvero la tipa che mi aveva dato il pacco non per uno ma per due appartamenti)
Io con odio e disprezzo mugugno tipo che cazzo voi?
E lei mi fa “le due stanze della casa in C/s.I. sono libere!
Io inizio a gongolare e urlo: occhei occhei  e faccio: LE TOMO LE TOMO (che poi ho saputo che non vuol dire prendere in senso lato ma bere, capisco solo adesso la risata della maite stronzetta!

Tra due ore devo lasciare la camera di sto studentato, e via alla mia nuova casetta bellissima. Oggi grandi pulizie sperando di suddividere i compiti equamente con tutti gli inquilini esonerando dai lavori duri el ombre de casa che ieri in pigiamoso, seminava batteri e mocciolo in ogni centimetro quadrato. Poi shopping per arredare un briciolo dal momento che in stanza mia c’è giusto il materasso. E poi fiesta!

Da oggi quindi niente più connessione abbeh, pace.
Non so quando potrò aggiornare resoconti. Forse dall’uni.. sicchè hasta luego
Y  su erte!















Postato da: sisca a 10:16 | link | commenti (7) |

mercoledì, 06 ottobre 2004

chi ben comincia

Si comincia con la porta automatica dell’aeroporto che mi si apre davanti e io che mi fiondo zavorrata da uno zaino più grande di me davanti ai tabelloni e..e..
Ma dov’è il mio volo?
Mah mah..
E il mio volo? Mi chiedo
Non c’è scritto! Mi rispondo
L’ascia comincia a pezzare.
Corsa numero uno: sportello informazioni.
Scusi il volo per Bilbao delle 8 e 30? Domando
È cancellato! Risponde algida la tipa
e..e .e..e qu qu quindi? Ridomando
e quindi io che ne so? Può prendere quello di domani! Sempre algidamente la tipa
come domani? Io devo partire oggi!
Corsa numero due: sportello volare!
Aoh ma il volo? Come si fa, io devo partire oggi! Domando
Beh l’aereo si è rotto e non può partire ce n’è uno domani! Risponde meno algido il tipo
Oppure? Ridomando
Oppure ecco c’è questo per Barcellona o.. o il rimborso del biglietto!
Ma Barcellona è lontanissima, per arrivare dove devo arrivare ci metto du giorni!
Corsa numero tre: alitalia
C’è un volo per Bilbao o madrid o qualcosa? insomma qualcosa ecco.. io devo arrivare lì boh qualcosa..mi hanno cancellato il volo e mo? E mo? E mo che volo hai? Dai dai dimmi che c’è qualcosa. domando Tartagliante
Beh c’è questo.. risponde la tipa accomodante
Bene! Quanto costa?
Xxxxxx
Minchia!occhei occhei prenota due posti ora torno!
Corsa numero quattro: iberia
Che voli hai?
Questi?
Quanto vengono?
Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Minchissima!
 Corsa numero cinque: alitalia
Si comprano i biglietti e i papi pagano! (santo il papi)
Corsa numero sei: check in!
Madrid? Madrid?
Sìsì noi!
Si scavalcano frotte di gente..
Dovete pagare almeno dieci chili di esubero
Ma l’aereo parte!
Lo so ma così io non vi mando i bagagli. andate a pagare l’esubero!
Corsa del papi di C.
Via spedite le valigie
Corsa numero sette: controllo
C.tu  suoni merda!
Spogliate sbrighete!
Coriiiiiiiiiii levate le scarpe C.!
Non suona più!
Dai le scarpe le metti dopo coriiiiiiiii
Via all’aereo con C. in calzette sulla moquette dell’aeroporto!
Si vola! Col motore inzeppato nell’orecchio ma si vola!

Madrid: non si corre più!
Ma che bella sta stazione! Azz le scale col valigione, azz l’ascia pezza si asciuga?
Biglietto! Carrello.. caffè.. siga! ah
Toh quante lelle a sta stazione! Esta es la europa? Viva zapatero!
Treno e si fuma ovunque e qualunque e comunque.
Sembra attraversare la sardegna ma coi tori in giro e le montagne tagliate precise orizzontali!
Tlin!
VALLADOLID!
Il valigione lo zainone l’ascia pezza.
Andiamo a piedi?
Naaaaa autobus!
Occhei.

[segue]





























































Postato da: sisca a 22:16 | link | commenti (1) |

martedì, 05 ottobre 2004

tentativo di resoconto (fallito)

ho un sonno che me se 'ncolla, ho attivato sta connessione mas o menos clandestina 'chè volevo scrivere un po' de nueve su sta sisca iberica ma me cala la palpebra y man(con quell'a roba sopra che sulla tastiera non c'è)ana tengo lecciónes! nonappena la suerte mi assisterà tenterò di nuovo il reportage.. hasta luego!

Postato da: sisca a 01:35 | link | commenti (2) |

tra du pignatte ce sta sempre 'n travetto

quell' edificio più che una facoltà universitaria sembrava un ospedale, puzzava anche un po' da ospedale e le facce, le nostre facce nulla invidiavano ai pallidi musi coi riflessi verde oliva. l'ascia pezza.. che dire della mia ascia pezza passante maglione nero e giungente braghe.. che dire? parlava lei da sola. fatto sta che una volta riemersa dalla seggia del castigo (che per rendere la situazione ancor più scomoda stava messa non con uno ma due gambe di tavolo davanti) il corridoio fuori dall'aula mi imprecava contro per i solchi, a oggi ancora visibili, che il mio andare, avanti e indietro per un totale di un centinaio di chilometri, stava scolpendo. fatto sta che due ore diventavano intollerabili. fatto sta che essendo nel nuovo millennium i risultati uscivano prima su internet che sulla carta antiqua imbachecata. fatto sta che un tipo soffiante sibilava: tu eri prima di me vero? e io: s..ss..s..s..s..ì! fatto sta che:c'è un mio amico su internet e dice che sei passata.. toh!

abilitata!

Postato da: sisca a 01:21 | link | commenti |